Le scarpe antinfortunistiche si sporcano come tutte le altre, ma non si lavano come tutte le altre. Dentro hanno un puntale, una lamina antiperforazione, colle e suole studiate per non scivolare: un lavaggio sbagliato può rovinare proprio le parti che ti proteggono.
Qui trovi come pulirle in base al materiale (pelle, pelle scamosciata, tessuto), quando la lavatrice si può usare e quando no, come asciugarle senza deformarle e come togliere il cattivo odore. Sono i consigli che diamo ogni giorno al banco a chi lavora in cantiere, in officina e in magazzino.
Prima regola: leggi la nota informativa
Ogni scarpa antinfortunistica è un dispositivo di protezione individuale e viene venduta con la nota informativa del produttore, il foglietto dentro la scatola. Lì c’è scritto come pulirla e con quali prodotti. È la prima cosa da guardare, perché i modelli cambiano molto tra loro: una sneaker da lavoro in mesh e uno scarponcino in pelle nabuk non si trattano allo stesso modo.
Se hai buttato il foglietto, la regola prudente è semplice: pulizia a mano, acqua tiepida, sapone neutro, asciugatura all’aria. Con questo metodo non sbagli su nessun materiale.
Le scarpe antinfortunistiche si possono lavare in lavatrice?
È la domanda che ci fanno più spesso, e la risposta onesta è: dipende dal modello, e nella maggior parte dei casi è meglio evitare.
Il cestello sbatte la scarpa per decine di minuti. Il puntale (in acciaio, alluminio o composito) può deformare la tomaia o danneggiare il cestello stesso, l’acqua calda indebolisce le colle tra tomaia e suola, la centrifuga stressa le cuciture. Una scarpa che si scolla in punta non protegge più come dovrebbe.
Alcuni produttori però prevedono il lavaggio in lavatrice per certi modelli in tessuto. Se la nota informativa lo consente, segui questi accorgimenti:
- togli i lacci e il plantare estraibile, che vanno lavati a parte a mano;
- elimina terra e sassolini dalla suola con una spazzola;
- metti le scarpe in una sacca per il bucato o in una federa, insieme a un paio di asciugamani vecchi che attutiscono i colpi;
- scegli un programma delicato a bassa temperatura (a freddo o al massimo 30 °C, salvo diversa indicazione) e senza centrifuga o con centrifuga minima;
- usa poco detersivo liquido, niente candeggina, niente ammorbidente.
Se l’etichetta non dice nulla, non rischiare.
Come lavare le scarpe antinfortunistiche in pelle
La pelle liscia e la pelle nabuk sono i materiali più diffusi negli scarponcini da cantiere perché reggono bene acqua, fango e abrasioni. Sono anche facili da tenere pulite, se non aspetti che lo sporco si incrosti.

- Lascia asciugare il fango e toglilo con una spazzola a setole medie.
- Passa un panno umido con acqua tiepida e poche gocce di sapone neutro o di sapone di Marsiglia sciolto.
- Sulle macchie più ostinate puoi provare una soluzione di acqua e aceto bianco, facendo prima una prova in un punto nascosto.
- Risciacqua con un panno pulito appena umido, senza inzuppare la pelle.
- Una volta asciutte, stendi un velo di crema o grasso per pelle: la nutre e ripristina l’idrorepellenza.
Evita solventi, diluenti e sgrassatori da cucina. Sciolgono la finitura della pelle e possono intaccare le colle.
Come pulire le scarpe antinfortunistiche scamosciate
Il camoscio non va bagnato come la pelle liscia. L’acqua lascia aloni e irrigidisce il pelo.

- Per la polvere quotidiana basta una spazzola morbida o una spazzola in crêpe, sempre nella stessa direzione del pelo.
- Le macchie leggere si tolgono con una gomma per camoscio (va bene anche una gomma pane pulita).
- Per lo sporco più profondo inumidisci appena un panno con acqua e un po’ di aceto bianco, tampona, poi lascia asciugare e spazzola di nuovo per sollevare il pelo.
- A fine lavoro, uno spray impermeabilizzante per scamosciato aiuta a tenere lontane acqua e macchie.
Scarpe in tessuto e mesh
Le scarpe da lavoro leggere, tipo sneaker, hanno tomaie in tessuto tecnico traspirante. Sono le più delicate con le spazzole dure e le più facili da lavare a mano.
Prepara una bacinella di acqua tiepida con sapone neutro, strofina con uno spazzolino morbido e insisti sulle zone più sporche senza premere troppo: sfregare forte assottiglia la trama fino a bucarla. Risciacqua con una spugna pulita. Le parti in gomma e la suola si possono spazzolare con più decisione.
Come asciugarle senza rovinarle
Qui si rovinano più scarpe che durante il lavaggio. Mai termosifone, stufa, phon o asciugatrice, e nemmeno il sole diretto d’estate: il calore deforma la tomaia, indurisce la pelle e indebolisce le colle della suola.
- Asciugale all’aria, in un posto fresco e ventilato.
- Riempile di carta di giornale non colorata o di carta assorbente, cambiandola ogni paio d’ore: assorbe l’umidità e tiene la forma.
- Togli sempre plantare e lacci, così l’interno asciuga più in fretta.
- Se hai il puntale in acciaio, non lasciarle umide per giorni: l’umidità che resta dentro a lungo non fa bene né al metallo né alla fodera.
Il cattivo odore: prevenirlo e toglierlo
Dieci ore dentro una scarpa chiusa, magari impermeabile, sono il clima ideale per i batteri. Più che lavare spesso, conviene prevenire.
- Alterna due paia di scarpe: quelle usate oggi riposano e asciugano fino a dopodomani.
- Lava il plantare a mano ogni settimana con acqua e sapone e lascialo asciugare all’aria.
- Usa calze tecniche traspiranti, meglio se con fibre che gestiscono il sudore.
- Di sera spolvera dentro un cucchiaio di bicarbonato, poi la mattina lo scuoti via.
Quando l’odore resta anche dopo tutto questo, di solito è il plantare a essere arrivato a fine vita. Si sostituisce, non serve cambiare la scarpa.
Cosa serve per pulirle bene
Una piccola dotazione basta per tutte le scarpe da lavoro di casa:
- spazzola a setole medie per il fango e spazzola morbida o in crêpe per lo scamosciato;
- panni in microfibra e una spugna;
- sapone neutro o sapone di Marsiglia;
- crema o grasso per la pelle, spray impermeabilizzante per il camoscio;
- una sacca per il bucato, se il modello si può lavare in lavatrice.
Quando la scarpa va cambiata, non lavata
Nessun lavaggio rimette a posto una scarpa rotta. Va sostituita se vedi la suola consumata fino a perdere il disegno antiscivolo, la tomaia che si stacca dalla suola, il puntale scoperto o deformato dopo un urto, oppure se è stata perforata da un chiodo. Per scegliere il nuovo paio in base al lavoro che fai trovi tutte le differenze tra le classi nella guida su come scegliere le scarpe antinfortunistiche. Se invece ti chiedi perché valga la pena investire in un buon paio, ne abbiamo parlato in perché le scarpe antinfortunistiche sono così importanti.
Nel negozio trovi oltre trenta modelli tra basse, alte, in pelle e in tessuto, nella categoria scarpe antinfortunistiche, insieme al resto dell’abbigliamento e dei DPI antinfortunistici.
Domande frequenti
Posso lavare le scarpe antinfortunistiche in lavatrice?
Solo se la nota informativa del produttore lo prevede per quel modello. In quel caso usa un programma delicato a freddo o a 30 °C, senza centrifuga, con le scarpe in una sacca per il bucato e lacci e plantare tolti. Se il foglietto non ne parla, lava a mano: il cestello può danneggiare puntale, colle e cuciture, cioè le parti che ti proteggono.
Come si lavano le scarpe antinfortunistiche all’interno?
Togli il plantare e lavalo a parte con acqua tiepida e sapone neutro. L’interno della scarpa si pulisce con un panno umido e poco sapone, senza inzupparlo, poi si lascia asciugare all’aria riempiendo la scarpa di carta assorbente. Per igienizzare e togliere gli odori puoi lasciare dentro un po’ di bicarbonato per una notte.
Si possono lavare con acqua calda?
Meglio di no. L’acqua calda ammorbidisce le colle che tengono unite tomaia e suola e può far restringere e indurire la pelle. Acqua tiepida per la pulizia a mano, acqua fredda o al massimo 30 °C per i modelli lavabili in lavatrice. Vale lo stesso discorso per l’asciugatura: niente fonti di calore.
Ogni quanto vanno pulite?
Una spazzolata veloce a fine giornata, quando lo sporco è ancora fresco, evita quasi sempre i lavaggi profondi. Un lavaggio vero e proprio serve quando la scarpa è impregnata di fango, olio o sostanze del lavoro. Il plantare invece conviene lavarlo ogni settimana, soprattutto d’estate.
La pulizia influisce sulle proprietà antistatiche (ESD)?
Può influire se usi prodotti che lasciano residui sulla suola, come cere o spray siliconici, perché creano uno strato isolante. Sulle scarpe ESD pulisci la suola con acqua e sapone neutro e segui le indicazioni della nota informativa. Controlla anche che il plantare sostituito sia compatibile, perché un plantare non adatto può compromettere la dissipazione.
Come faccio a togliere macchie di olio o grasso?
Sulla pelle liscia tampona subito con carta assorbente, poi cospargi di bicarbonato o talco e lascia agire qualche ora prima di spazzolare. Sullo scamosciato usa la gomma apposita e la spazzola. Evita i solventi, che tolgono la macchia ma spesso anche la finitura del materiale.
