Una stufa a infrarossi non scalda l’aria della stanza. Scalda te, il bancone su cui lavori, il tavolo del dehor. È per questo che in un capannone alto sette metri o sotto un gazebo aperto funziona dove un termoconvettore butterebbe via corrente.
In questa guida vediamo come funziona davvero l’irraggiamento, quanto consuma una stufa elettrica a infrarossi, in quali ambienti conviene e dove invece no, e come si sceglie potenza e altezza di montaggio senza sbagliare. In fondo trovi le domande che ci fanno più spesso al banco.
Come funziona una stufa a infrarossi
Pensa a una giornata d’inverno con il sole. L’aria è fredda, eppure appena esci dall’ombra senti caldo sulla faccia. Quello è calore per irraggiamento: onde infrarosse che attraversano l’aria senza scaldarla e cedono energia quando colpiscono una superficie, cioè la pelle, i vestiti, il pavimento.
Una stufa a infrarossi fa la stessa cosa in piccolo. Dentro c’è un elemento (una lampada alogena, un filamento al carbonio o una piastra) che la corrente porta ad alta temperatura. Una parabola riflettente concentra la radiazione in una direzione precisa.

La differenza con un termosifone o una stufetta ventilata sta tutta qui. Il riscaldamento a convezione scalda l’aria, che sale verso il soffitto, si stratifica e scappa da ogni porta aperta. Quello a irraggiamento scalda direttamente persone e oggetti nella zona puntata. Il risultato pratico:
- il calore si sente in pochi secondi, non serve preriscaldare l’ambiente;
- l’aria non viene smossa, quindi niente polvere che gira e niente correnti;
- l’altezza del soffitto conta molto meno;
- appena spegni, il calore finisce. Non c’è accumulo.
Onda corta, media e lunga
Non tutte le stufe a infrarossi sono uguali. Le lampade alogene (onda corta) emettono una luce dorata ben visibile e hanno la resa più “a distanza”: sono quelle che si montano in officina, sotto i portici e nei locali all’aperto, perché il vento le disturba poco. I modelli al carbonio (onda media) danno una luce più calda e soffusa. I pannelli radianti (onda lunga) non fanno luce, si appendono al muro come un quadro e scaldano in modo più morbido le stanze di casa.
Dove conviene davvero e dove no
La stufa a infrarossi dà il meglio quando devi scaldare una zona precisa di un ambiente grande o aperto. Esempi tipici che vediamo da clienti e artigiani:
- postazione di lavoro in magazzino, officina o laboratorio con soffitti alti;
- veranda, gazebo, portico o terrazza coperta;
- dehor di bar e ristoranti;
- garage dove si lavora qualche ora e poi si chiude;
- bagno o piccola stanza da scaldare in fretta la mattina (con un modello adatto agli ambienti umidi).
Funziona meno bene come unico riscaldamento di un appartamento intero. Scalda benissimo chi sta nel cono della parabola, ma se ti sposti in un angolo non raggiunto senti la differenza. Per le stanze di casa ha senso come integrazione, per esempio nello studio dove si sta seduti ore o nella stanza meno servita dai termosifoni.
| Stufa a infrarossi | Stufetta ventilata / termoconvettore | |
|---|---|---|
| Cosa scalda | Persone e oggetti nel raggio | L’aria dell’ambiente |
| Tempo per sentire caldo | Pochi secondi | Diversi minuti |
| Soffitti alti o spazi aperti | Adatta | Poco efficace |
| Polvere e correnti d’aria | No | Sì, muove l’aria |
| Riscaldamento uniforme di tutta la stanza | Solo nella zona puntata | Sì, col tempo |
| Rumore | Silenziosa | Ventola udibile |
Quanto consuma una stufa a infrarossi
Qui conviene fare due conti onesti, senza promesse miracolose. Una stufa elettrica da 2000 W accesa alla massima potenza consuma 2 kWh ogni ora, esattamente come qualsiasi altro apparecchio elettrico da 2000 W. Se la regoli al 50% scendi a circa 1 kWh.
Dove sta allora il risparmio? Nel fatto che la accendi solo quando serve e solo dove serve. In un capannone non devi scaldare centinaia di metri cubi d’aria per stare comodo alla tua postazione. Sotto un gazebo non disperdi nulla, perché non stai scaldando l’aria che il vento porta via. Accesa per un’ora mentre lavori al banco e poi spenta, costa molto meno di un impianto che deve portare in temperatura tutto il locale.
Per avere un’idea dei consumi reali basta moltiplicare la potenza per le ore di utilizzo e per il costo del kWh della tua bolletta.
Come scegliere la stufa a infrarossi giusta
Prima di guardare i modelli, rispondi a quattro domande: dove la metti, quanta superficie deve coprire, a che altezza la fissi e se ti serve regolarla a distanza.
1. Interno o esterno
Per portici, verande e dehor serve un apparecchio con grado di protezione IP adatto agli schizzi d’acqua. Il V304/20T che teniamo in negozio, per esempio, è IP23: resiste alla pioggia che arriva di sbieco, non a essere lasciato sotto l’acqua battente. Sotto una copertura va benissimo.
2. Superficie da coprire
Ragiona in metri quadrati di “zona comfort”, non in metri quadrati del locale. Una lampada da 2000 W ben posizionata copre indicativamente 15-20 m². Se la zona è più grande, meglio due apparecchi da lati diversi che uno più potente in mezzo: il calore arriva da più direzioni e non ti si scalda solo la schiena.
3. Altezza di montaggio
È l’errore più comune. Troppo in basso, scotta la testa di chi passa sotto. Troppo in alto, il calore arriva debole. Per le lampade da 2000 W l’altezza consigliata dal produttore è di solito tra 2,30 e 2,80 m, con un’inclinazione di circa 45° verso la zona da scaldare. Controlla sempre il manuale del tuo modello.

4. Comandi e regolazione
Un telecomando con regolazione 50%-100% è comodo più di quanto sembri: a metà potenza consumi la metà e in una giornata non troppo fredda basta e avanza. Utile anche il bulbo sostituibile, così quando la lampada arriva a fine vita cambi solo quella.
Cosa serve per l’installazione
Nella maggior parte dei casi l’installazione a parete è un lavoro da fai-da-te ordinato. Ecco cosa preparare:
- la stufa con la sua staffa orientabile (sulla Varma Tec V304 è già in dotazione, insieme alla viteria);
- tasselli adatti al supporto: muratura piena, forato, cartongesso o legno richiedono tasselli diversi;
- trapano, livella e metro;
- una presa dedicata vicina, oppure un collegamento fatto da un elettricista se vuoi il comando a interruttore;
- per le versioni con telecomando, niente altro: il ricevitore è già integrato, come sul V304/20T.
Tutti i modelli disponibili li trovi nella categoria stufe a infrarossi del negozio, con schede tecniche complete di area riscaldata e altezza di montaggio.
Sicurezza: gli errori da non fare
Una stufa a infrarossi è sicura se la tratti per quello che è, cioè un apparecchio che raggiunge temperature molto alte sulla parte frontale.
- Distanza dai materiali infiammabili. Tende, teli del gazebo, ombrelloni, cartoni in magazzino: vanno tenuti alla distanza indicata dal produttore, senza eccezioni.
- Niente prolunghe arrotolate o ciabatte sovraccariche. 2000 W sono un carico importante: collega la stufa a una presa adeguata, possibilmente da sola.
- Non puntarla da vicino sul viso. Stare per ore a mezzo metro dalla lampada secca gli occhi e scotta la pelle. Montata alla giusta altezza il problema non si pone.
- Non coprirla mai, neanche con un panno messo ad asciugare.
- Occhio all’acqua. Un modello IP23 va bene sotto una tettoia, non in un punto dove l’acqua ci cola sopra.
In officina e in cantiere vale lo stesso buon senso di sempre: se ti serve un ripasso, abbiamo raccolto le regole base nella guida sulla sicurezza in officina.
Domande frequenti sulle stufe a infrarossi
Le stufe a infrarossi fanno male alla salute?
Il calore infrarosso è lo stesso che ricevi dal sole o da un camino. Non è una radiazione ionizzante e non contiene gli UV che abbronzano. I rischi reali sono pratici: scottature se tocchi o stai troppo vicino all’apparecchio, occhi secchi se la lampada ti punta in faccia a breve distanza, incendio se ci metti vicino qualcosa di infiammabile. Rispettando altezze e distanze del manuale è un sistema di riscaldamento tranquillo.
Una stufa a infrarossi può scaldare tutta la casa?
Può farlo solo con più apparecchi ben distribuiti, e raramente è la scelta più furba. Il suo punto di forza è scaldare in fretta una zona precisa: la postazione di lavoro, la veranda, il bagno al mattino. Come riscaldamento unico di un appartamento lascia zone fredde fuori dal cono della parabola. Come integrazione dei termosifoni, invece, funziona molto bene.
Si può usare all’aperto?
Sì, è proprio uno degli usi in cui rende di più, perché non scaldando l’aria il vento non porta via il calore. Serve però un modello con grado di protezione IP adeguato e una posizione riparata dalla pioggia diretta, per esempio sotto un portico, una pergola coperta o la tenda del dehor, sempre a distanza di sicurezza dal telo.
A che altezza va montata una stufa a infrarossi?
Dipende dalla potenza e dal modello, quindi il riferimento è sempre il manuale. Per le lampade da 2000 W l’altezza tipica è tra 2,30 e 2,80 metri, inclinate verso la zona da scaldare. Più in basso rischi di scaldare troppo la testa di chi passa, più in alto il calore arriva a terra indebolito.
Meglio una stufa a infrarossi o un condizionatore a pompa di calore?
Sono strumenti diversi. La pompa di calore è efficiente per mantenere in temperatura un ambiente chiuso e ben isolato, tutto il giorno. La stufa a infrarossi vince negli spazi aperti o molto alti e quando serve calore immediato per poche ore. In estate, per gli stessi ambienti grandi, il ragionamento si ribalta: lì conviene un rinfrescatore evaporativo.
Quanto dura la lampada?
Le lampade alogene hanno una vita utile di migliaia di ore, che varia da produttore a produttore. Quando si esauriscono, sui modelli con bulbo intercambiabile si sostituisce solo la lampada, senza cambiare l’apparecchio. Conviene annotare il codice ricambio indicato nella scheda tecnica.
In breve
Se devi scaldare una zona precisa di un magazzino, di un portico o di un dehor, la stufa a infrarossi è la soluzione più diretta: calore immediato, niente aria che gira, consumi legati solo alle ore in cui la usi davvero. Scegli il grado IP in base a dove la monti, calcola la superficie della zona comfort e rispetta l’altezza indicata dal produttore. Se hai dubbi su quale modello fa per te, passa in negozio a Maserà o scrivici: te lo diciamo volentieri.
